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Luoghi di interesse
Si tratta di due edifici contigui che si affacciano in piazza San Rocco e nati entrambi come congreghe: quella della Santa Madonna del Rosario, sulla destra, e quella dei Santi Rocco e Sebastiano, sulla sinistra e dedicata a due dei tre santi che la tradizione indica come protettori di Siano (il terzo è San Vito). La facciata è a due ordini con paraste mentre il campanile posto alla destra dei due edifici è del secolo scorso. La pianta è a croce latina, lunga circa 40 m e ampia 17 m nel punto più largo (il transetto), 9 m nella navata, mentre la cupola affrescata, da sola, è di circa 18 m. Il transetto poggia su un'antica cripta-ossario appartenente alla originale matrice cinquecentesca del luogo sacro, unica testimonianza rimasta di architettura tipicamente “ipogea”. Essa è nota anche come "Chiesa Madre" e fu costruita al centro della cittadina tra il 1756 e il 1785 sul sito della preesistente cappella dei due santi. Il 12 gennaio 1936 fu dotata di un magnifico organo a canne costruito per la parte centrale dalla celebre ditta Michele Schimicci da Formia col notevole contributo degli artigiani locali: i falegnami, sotto la direzione di Pasquale Ungaro e Carmine Leo, costruirono l'enorme cassa armonica per contenere fino a 2000 canne, mentre le maestranze locali, sotto la guida di Carmine Botta, allargarono e ridecorarono il soppalco del coro per ospitare questo magnifico strumento musicale. Le belle porte interne in mogano della chiesa furono aggiunte nel 1969 ad opera degli artisti locali Rocco Leo e figli. La chiesa ha subito nel tempo diversi restauri, il più recente dopo il terremoto dell'Irpinia del 23 novembre 1980. Grazie all'impegno dell'allora sindaco Luigi Tenore e parroco Gioacchino Illiano (ora vescovo di Nocera-Sarno) e dell'attuale Crescenzo Aliberti i lavori di restauro si conclusero in soli 5 anni. Tra i più importanti, ricordiamo il lavoro di Raffaele Picarella che ha restaurato gli squisiti dipinti e le statue lignee e la ri-armonizzazione dell'organo. La chiesa fu riaperta solennemente al culto il 3 agosto 1985 dall'allora vescovo di Salerno Guerino Grimaldi. Da non perdere: gli altari patronali, il vecchio fonte battesimale, una serie di tele settecentesche, l'altare maggiore nel presbiterio con alle spalle l'affresco del 1574 che rappresenta la Madonna con San Rocco e Sebastiano, la statua lignea settecentesca di San Rocco e le statue degli altri santi che vengono portate tutte in processione durante la festa del patrono in agosto, la cripta per i defunti.
Dalla caratteristica forma circolare, è posta all'incrocio tra via Garibaldi e via Del Sole.
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Situata al culmine dell'omonima via, in una zona pedemontana sotto una propagine del monte Bosco Borbone/Torre del Gatto, risulta presente già a partire dal 1309 fuori del centro abitato (pertanto era chiamata anche Badia) e per secoli è stata la chiesa parrocchiale di Siano, almeno fino al 1840; ma realmente, già nel ‘700, iniziò ad essere sostituita dalla Chiesa Madre. Da notare che ancora oggi la parrocchia della città porta il suo nome. Dopo anni di degrado strutturale, la chiesa fu prima restaurata nel 1905 e poi venne abbattuta e completamente ricostruita nella sua forma attuale negli anni '60 del XX secolo. A memoria delle antiche vestigia, conserva ancora una campana bronzea fatta fondere dalla famiglia feudataria napoletana dei Caracciolo e con iscrizione dedicatoria datata 1372; essa è un interessante esempio di lega bronzea contenente anche una piccola quantità di antimonio, per rinforzarne il suono, caratteristica della fonderia quattrocentesca italiana. Da non perdere anche un'acquasantiera del XVII secolo. Contigua alla chiesa v'è il complesso per anziani non autosufficienti "Casa di Riposo Villa San Maria delle Grazie", fondata da Mons. Sabato Maria Corvino nel 1947 col nome originario di "Casa della Carità". Sorta come casa per l'accoglienza degli "ultimi", via via con l'opera dei vescovi di Salerno, dei parroci di Siano, degli amministratori della Casa e della Caritas Americana si è trasformata in un moderno centro geriatrico e gerontologico. Recentemente è stato realizzato un secondo piano per aumentarne la capienza ed è in opera la ristrutturazione dell'intero complesso per adeguarlo alle normative sanitarie nazionali e regionali.
È un piccolo tempio posto vicino a piazza Municipio, di fronte all'imbocco di via Campo in quella che era un tempo la località "Pie' del Pozzo". L'edificio nacque come una cappella laicale e fu edificata nel 1564 da Ippolito de Mantiglia a devozione della Madonna del Carmine. In seguito essa è giunta in eredità alla famiglia Di Filippo, che le ha apportato diverse ristrutturazioni, e ancora tutt'oggi la amministra. L'interno presenta interessanti affreschi e decorazioni, con la statua della madonna dotata di un ammirevole e pregiato vestito. Molto sentita dal popolo sianese è la sua festa, il 16 luglio, in cui la statua viene portata in processione.
Palazzo Ducale
Sito nel quartiere di Chivano e noto anche come Palazzo del Marchese, per secoli è stata l'unica abitazione su due livelli; con l'abolizione della feudalità è stato venduto e diviso in diverse unità abitative tra vari proprietari. Le singole abitazioni sono andate soggette successivamente a diverse ristrutturazioni. La facciata è ormai andata perduta e il cortile è stato ridimensionato rispetto alla pianta originale; resta solo la scalinata, addossata a quello che era il muro di cinta, che si presenta in una foggia aperta tipica di epoca settecentesca.
Capella di Chivano
Si trova nei pressi del Palazzo Ducale e nacque come chiesa a servizio dei feudatari locali. Essendo discostata dal Palazzo, nel 1656 si decise di erigerne una nuova, dedicata ai Morti. La Cappella conserva sull'altare un interessante affresco, datato intorno ai secoli XV-XVI e purtroppo molto rimaneggiato, raffigurante la Madonna della Consolazione con San Sebastiano e San Leonardo.
Monumento ai Caduti
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È situato nella villa comunale che costeggia via D'Andrea.
Ruderi della cappellina longobarda (sacello)
Intitolata a San Michele Arcangelo è sita sul monte Le Porche in località "Sant'Angelo" vicino ad una sorgente d'acqua in un affascinante scenario rupestre. È una rarissima testimonianza culturale altomedioevale risalente all'XI-XIII secolo d.C.
Palazzi storici
Palazzo Di Benedetto (1773), palazzo Iennaco (1774) e palazzo Donnarumma (1845).
Portali ottocenteschi
Due in particolare, in travertino, di ottima fattura: il primo sito in via del Sole (detto "testa d'ariete") e l'altro in via Garibaldi (detto "nano dotato" per la figura riprodotta in basso a sinistra), risalenti entrambi al 1774.
Sono quasi un centinaio, distribuite su tutto il territorio urbano. Le meglio conservate sono quella raffigurante la Deposizione in via Cortemeola, la Madonna dell’Olmo in via Roma, la Madonna di Materdomini nel vicolo Rosa e la Madonna di Montevergine in via Pozzale (località San Vito).

I vicoletti del centro storico
Sono di conformazione tortuosa e si aprono su molteplici corti attraverso i caratteristici portoni, con ancora case antiche o che, sebbene ristrutturate, ricalcano ancora la forma, le fondamenta e l'accavallamento tipico dell'edilizia dei secoli scorsi. Da non perdere le numerose piccole ma profonde cantine (per lo più private, ma visitabili su richiesta) che si affacciano nei vicoli di via Marconi. Tra i maggiori, vicolo d'Arno, Capuano e Di Filippo.
Gastronomia e prodotti tipici
- La percoca giallona di Siano è una varietà molto particolare del frutto commestibile prodotto dal pesco (Prunus persica). La regione Campania ha ottenuto dal Ministero il riconoscimento per la "Percoca giallona di Siano" di prodotto tradizionale.
- La Cilegia Sciazza di Siano è una varietà molto particolare del frutto commestibile prodotto dal ciliegio.
Le numerose pizzerie sparse nel paese sono molto apprezzate sia dalla popolazione indigena che da quella del circondario; in esse si può mangiare la classica pizza napoletana cotta nel forno a legna, nelle sue innumerevoli varianti. Spesso le pizzerie fungono anche da trattoria per cui, specie nel periodo estivo, i piatti della tradizione possono essere assaggiati dai turisti in dei locali tipicamente a conduzione familiare, in cui la calda accoglienza e propensione alla convivialità dei sianesi non lesina a manifestarsi. Alcune rosticcerie propongono anche l'ottima versione della pizza a taglio cotta nel forno elettrico, oltre che a panzerotti, calzoni, crocchè di patate, arancini, rustici, polpette fritte e altre appetitose stuzzicherie tipiche della tradizione meridionale.
Durante il periodo di agosto, agli angoli delle strade si possono ancora trovare i carrettini in cui si vende " ò pere e o muss' ", cioè le zampe e il muso di maiale mischiati con altre interiora, lessati e conditi con succo di limone e sale: sono considerati alla stregua di una vera e propria leccornia ed è una prelibatezza tipica dell'area vesuviana.
Siano onora la classica scuola dolciaria napoletana con una serie di ottime pasticcerie dove si possono gustare babà, sfogliatelle (sia ricce, nella versione "santarosa" e/o "coda d'aragosta", che frolle), pastiere, struffoli, mustaccioli, roccocò, torta caprese. Ma l'elevata professionalità dei maestri pasticceri sianesi offre anche rivisitazioni di dolci della tradizione di altre regioni d'Italia come paste di mandorle, cannoli, panettoni natalizi e colombe pasquali artigianali, castagnacci.
Ricorrenze e festività
- Carnevale - Struscio in maschera per le vie del paese. Alla fine della sfilata vengono premiate le maschere più originali.
- Festival del Racconto, ultimo fine settimana di maggio.
- Festa della ciliegia, giugno. Convegni, dibattiti, mostre e degustazioni si dipanano su una tre giorni volta ad omaggiare questo frutto tipico della vallata e rendere visibile l'alta qualità del prodotto locale.

- Sagra della percoca nel vino e della braciola di capra, prima decade di agosto. L'allevamento delle capre è di antica tradizione a Siano e la sagra dà l'opportunità di gustarne la carne, secondo la tradizionale ricetta delle braciole. Al centro della piazza in cui si svolge la manifestazione troneggia un contenitore pieno di percoche immerse nel vino (piedirosso) che vengono offerte generosamente a tutti i visitatori nello spazio antistante la Villa Santa Maria delle Grazie.

- Festa di San Rocco, 14 - 18 agosto. Il momento più emozionante e spettacolare è l'imponente processione in onore del patrono che parte dalla sua chiesa madre nel pomeriggio e si dipana per le vie del paese con una durata media di 4 ore fino all'incombere della sera quando, nella fioca luce del giorno che se ne và, si accendono le mille luci delle caratteristiche luminarie. La processione vede la partecipazione attiva della popolazione che cinge, precede e accompagna una serie di statue artistiche dei santi conservate nella chiesa madre, portate non senza fatica a spalla dai devoti per tutto il tragitto cittadino. Per l'occasione, la statua del patrono San Rocco è adornata col suo "tesoro", una collezione pregiata di monili in metalli preziosi di varia fattura e di ogni epoca donati nel tempo al santo come ringraziamento e devozione da parte dei fedeli, sianesi e non. Centro di gravità per i festeggiamenti è la piazza di fronte alla chiesa e la contigua villa comunale, nella quale viene erta per l'occasione una cassarmonica circolare che ospita alla sera diverse bande di rinomati musicisti che eseguono i più famosi brani classici del melodramma e di musica sinfonica. È un appuntamento immancabile per gli amatori, che si raccolgono in religioso silenzio seduti intorno al tempietto musicale. La festa si conclude all'ultimo giorno con una magnifica gara di fuochi d'artificio sullo sfondo nero della notte, coi migliori artisti del genere nel Sud Italia e che ha assunto negli anni un carattere di palio tra i vari quartieri di Siano (detti "rioni"): i variopinti giochi di colori richiamano nella cittadina una folla di estimatori dello spettacolo pirotecnico da tutte le regioni vicine. I migranti e la loro progenie spesso ritornano a Siano dalle varie parti del mondo proprio in questo periodo per festeggiare coi loro parenti e ritrovare gli amici; riasseriscono così ogni anno il vincolo con la loro terra d'origine, a testimonianza che nessuna distanza fisica lo può affievolire.
- Sagra della pasta e fagioli, seconda decade di agosto, si tiene nel rione Casa Leo.
- Sagra della pizza fritta e mallone con le patate, fine agosto - inizio settembre, si tiene nell'area di via Botta/via Manzoni.
- Concerto di Natale e presepe vivente, periodo natalizio.
- "o fucarone" della Vigilia di Natale e Capodanno, 24 e 31 dicembre. Persiste ancora l'usanza di accendere dei grandi falò agli incroci principali delle vie del paese in occasione delle due notti di vigilia. Il giorno prima i ragazzi di Siano si spargono festosi nelle campagne circostanti a raccogliere la legna e le fascine che serviranno ad alimentare i grandi fuochi che riscaldano, simbolicamente, l'arrivo del Bambin Gesù e del Nuovo Anno.
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