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Parco Scolastico del Mezzogiorno
Idee e spazi per la cultura, la formazione, il tempo libero
al servizio della scuola e della collettività

Parco Scolastico del Mezzogiorno

Essere nel Parco Scolastico del Mezzogiorno

La scuola pur essendo la componente educativa fondamentale nel processo di formazione dell’individuo, da sola non esaurisce tutti gli ambiti di esperienza. Il livello di complessità del mondo attuale e la velocità dei mutamenti sono tali che la scuola stessa e gli insegnanti hanno bisogno di referenti esterni e di supporti collaborativi; c’è una stretta interrelazione tra le dimensioni di sviluppo e i fattori socio-educativi intesi in senso lato: l’insieme di sviluppo-apprendimento avviene nel contesto di una cultura e attraverso lo scambio e la comunicazione con gli altri. Il contesto socio-culturale offre le condizioni di vita, gli strumenti, i materiali, gli artefatti culturali; il tutto mediato dalla relazione con altri.
La scuola ha dunque il compito di contribuire all’integrazione delle risorse di cui è depositaria la comunità nel suo complesso, e attraverso la costruzione di un tessuto di relazioni sociali diversificate, prefigurarne e programmarne l’uso in funzione di un progetto educativo condiviso..
La scuola dunque si è avviata attraverso le sue molteplici innovazioni, molte delle quali “spontanee”, verso una revisione del modo di istruire ed educare, imponendosi variazioni che richiedono parimenti un cambiamento degli enti territoriali nel loro approccio verso la scuola e nel modo di intendere il proprio ruolo. Con l’attribuzione di autonomia il Parlamento ha riconosciuto questo nuovo status, ma non è condizione sufficiente. Ora si tratta di accompagnare ciascuna scuola con strumenti stabili di confronto e di stimolo, e nel contempo di favorire la presa di coscienza del territorio, in primis gli enti locali, del loro nuovo ruolo: una funzione educativa, da compartecipanti, ma per svolgerlo bene essi abbisognano degli strumenti adatti.
Si tratta di centri territoriali, o poli, che con i loro operatori, programmi, laboratori e dotazioni faranno da collante tra la scuola e il territorio, tra i vari soggetti che agiscono sul territorio culturalmente e la scuola.
Poli in grado di individuare problematiche e stimolare le istituzioni culturali a prenderle in considerazione, fornendo contributi conoscitivi, fonti, occasioni di ulteriori conoscenze.
Dunque i centri, o i poli, andrebbero a creare e proporre ai più giovani occasioni e situazioni per favorire l'incontro con il mondo. Un mondo fatto di fisicità, azione, tecnologia, informazione, conoscenze e relazioni che vanno sperimentate. Un mondo che nelle sue “esplosioni” comunicative e di vendita verso i giovani ha bisogno di essere costantemente monitorato, tale è il potere condizionante dei “media”. L'obiettivo fondamentale viene a essere quello di innescare un dialogo che attivi il protagonismo di bambini e ragazzi nella costruzione della conoscenza e una complicità consapevole nell'intraprendere scelte future: attraverso la sperimentazione diretta delle diverse dimensioni dell'ambiente, inteso in senso lato, come concatenazione di eventi, sistema di relazioni, ambito creativo e operativo per l'uomo.
I Poli si assumerebbero il compito di accompagnare bambini, ragazzi, giovani, nella scoperta della città e della sua evoluzione, nell’assunzione di un ruolo consapevole nella società, nell’avvicinamento al mondo del lavoro, nell’educazione all’uso del proprio tempo e nella formazione di un’identità culturale. Tutto ciò tramite attività su tematiche contemporanee e su questioni collegate ai contesti urbani e rurali.
I Poli diverrebbero così luoghi che possono accogliere le opere di giovani e giovanissimi (veri e propri musei, centri culturali, sale mostre e di proiezione), consentendo di “leggerle”, per garantire il loro ascolto, elemento, questo, importantissimo per determinare una relazione tra generazioni e tra le istituzioni e i cittadini in formazione, oggi più che mai in crisi a causa delle nuove modalità comunicative.

Parco Scolastico del Mezzogiorno

Il nascente Parco Scolastico del Mezzogiorno è la risposta strutturale che istituzioni e enti locali hanno inteso porre in essere per rendere la cultura e l’educational una concreta occasione di sviluppo e di qualificazione per il Sud dell’Italia. Tra i Poli che saranno organizzati in diverse località della Campania e delle altre regioni meridionali del Paese vi è anche il Polo di Siano che esalterà la consolidata esperienza del territorio attorno, appunto, alla musica e al racconto intesi come elementi fondamentali per l’ottimizzazione dell’offerta formativa e, soprattutto, per dare all’identità un valore aggiunto spendibile oltre che nell’educational anche per l’economia di Siano che si candida sempre maggiormente a divenire sistema di riferimento per le nuove generazioni.

Andrea Iovino
Direttore BIMED



Solitamente un parco è il luogo che l’uomo circoscrive alla difesa di un’identità, ma l’idea di un Parco Scolastico sconvolge questa prospettiva perché mira a sostenere l’identità del “fare scuola” esternandola a un contesto quanto più esteso possibile,  comprensivo non solo di scuole ma di città, enti locali e parti sociali.

Neanche la specificazione “del Mezzogiorno” serve a stabilire confini all’area del parco. Essendo stato dagli albori dei tempi patria di “magnae civiltà”, continuando a essere soprattutto un investitore nel sapere scolastico,  il Mediterraneo desidera esserne il cuore che ne animi l’esistenza culturale. Non esistono cancelli da attraversare  e reticolati che trasformino gli orizzonti in una griglia. Sia che vi troviate nell’intimità della vostra casa  o vi stiate recando in classe  nella scuola del paesino più lontano della provincia o sediate alla nota scrivania del vostro ufficio da sindaco oppure a quella della stanzetta intenti a fare i compiti o giocare con la play- station… già  siete  nel Parco.

Eliminare la cesura tra famiglie, studenti, istituzioni

Sicuramente avrete bisogno di sapere come vi ci siete ritrovati e cosa comporterà. Innanzitutto si è trattato di un processo graduale partito dalle province di Salerno e Avellino, inizialmente sperimentato da Exposcuola  e volto a creare contatti fra il mondo scolastico, produttivo di saperi e foriero di metodi comportamentali, con la realtà circostante (a partire dalle famiglie degli studenti fino alle istituzioni) in modo da eliminare la cesura fra il prima e il dopo  il  suono della campanella.
 
Il Parco da Gennaio 2009 sarà sempre aperto all'accoglienza

Per diversi anni, potendo partecipare ai progetti-concorsi attivati nell’ambito dell’azione, le scuole hanno avuto modo di seguire percorsi comuni, ognuna con il proprio bagaglio di esperienza formativa da comparare con quello degli altri. Tale possibilità di apertura aveva bisogno di essere garantita sempre, non solo in occasione della kermesse novembrina… da qui l’idea del parco!
Probabilmente in ogni parco esistono delle tappe “obbligate” per chi li frequenta con assiduità; allo stesso modo anche all’interno del Parco Scolastico ci sono dei luoghi destinati a diventare appuntamenti imperdibili.

POLI, polarizzazione – Ragnatela

Essi “polarizzano”  i più svariati temi dello scibile e del buon vivere in società e corrispondono ognuno ad una città.

Nove città pioniere

Le città pioniere sono nove e a tracciarne su una mappa i percorsi per raggiungerli verrebbe fuori una sorta di ragnatela con svariate  possibilità di combinazioni.

Il Viaggio come laboratorio

Incamminandosi verso Vietri sul Mare, si raggiunge un ameno paesino, pittoresco ingresso alle bellezze paesaggistiche della Costiera Amalfitana  e “polo della  cooperazione e dell'inclusione sociale”, sue antiche vocazioni. Gradevole ospite e orgoglioso maestro bottegaio è stato sempre  frequentato anche  da artisti stranieri che, non di rado,  hanno scelto di risiedervi stabilmente attratti dal paesaggio, suggestivo stimolo per la propria creatività, e dalla secolare tradizione della  lavorazione della  ceramica. Misurando le sue spiagge, infatti,  potrebbe capitare di scorgere delle pietruzze smussate, parzialmente dipinte come pezzi di un puzzle: sono le sue maioliche trasformate dal mare in “ciottoli d’arte”. Raccoglierne uno sarà come accettare lo spirito del paese, attento a investire  sulle sue tradizioni culturali e artigianali. Il successo di questo intento si misurerà sulla capacità di conquistare l’interesse dell’intera società alla riscoperta della proprie radici. Per questo il polo mira a sensibilizzare le parti sociali attraverso azioni volte al miglioramento della qualità della vita e alla promozione del volontariato.
Gli insegnanti e coloro che si occupano di questioni sociali sia in modo istituzionale che in quanto operatori nel settore no-profit, potranno confrontare le loro esperienze in modo da tradurre tale idea in una realtà efficace.
Il risultato più atteso è che l’investimento di energie mentali nelle proprie risorse culturali, artigianali, ambientali e gastronomiche possa facilitare il passaggio dal mondo scolastico a quello lavorativo.

Innaugurazione Polo a Siano

Prendendo il sentiero per Siano si raggiunge il “Polo della narrazione, musica e illustrazione per ragazzi”. In questo luogo del parco vive una folla di stravaganti personaggi: principi, grilli parlanti, porcellini, musici, elefanti, i Raccontacanta, TopoLeo, Giovannino Perdigiorno, gli eroi dei fumetti amati in ogni tempo e mille e mille altri… tutti quelli pensati per colorare e deliziare la vita dei piccoli uomini. Alcuni di loro aspettano pazienti in una grande biblioteca sotto le copertine dei libri, in attesa di essere “sfogliati” e saltare fuori dalle pagine per raccontare le loro storie. Storie di amicizie, di avventure mozzafiato, colpi di scena, in un brio crescente,  mosso, magari, da filastrocche e canzoncine come ha insegnato Gianni Rodari.  Altri invece attendono nei laboratori lo stimolo giusto per crescere nei pensieri dei ragazzi  e iniziare a vivere in nuovi racconti con l’aspirazione di partecipare al concorso “Creatività e fantasia a scuola” e al “Festival del Racconto”…

            Anche proseguendo per Contursi Terme si sceglie ancora la “lettura”, ma in un’atmosfera diversa quella del “ben/essere”. Il paese decantato fin dai tempi antichi per le proprietà benefiche delle sue acque, capaci di “pietrificare rami e foglie” si offrirà come un assaggio di vita e storia mediterranea, apportatrice di civiltà, stili, mestieri, tradizioni e culture necessari da difendere per salvaguardare i valori che permetteranno di costituire la Città Educativa.

 

            Restando nell’ambito della comunicazione ci si potrebbe spostare a Giffoni Sei Casali, “Polo dei linguaggi ospitali e del teatro”. Il sipario si apre su una terra che ama coinvolgere il pubblico fino al punto da attirarlo sul palcoscenico e trasformarlo in un  personaggio che ne interpreti al meglio  la storia. Così in un crescendo di colpi di scena a poco a poco essa finisce per raccontare tutti i suoi segreti, a mettersi a nudo così proprio come avviene sulla scena. Vengono fuori le sue roccaforti e anche le  debolezze alle quali  porre rimedio grazie alla cooperazione di tutto il casting: la grande scoperta è che  tutti insieme si può contribuire a un nuovo modello di crescita territoriale, che abbia ricadute significative sull’emancipazione sociale delle comunità, partendo dai  linguaggi creativi.
 
            Chi pensa che mettere a frutto le esperienze passate significhi capire e vivere meglio il presente può dirigersi a Buccino, “Polo dell’archeologia”. S’inoltrerà in un vero e proprio parco nel Parco, quello archeologico urbano dell’antica Volcei, simbolo perfetto della fusione fra antico e moderno in quanto l’attuale centro storico del paese  coincide con il circuito murario e l’assetto viario del IV sec. a.C.  Il paese  intero si offrirà quale laboratorio per provare le emozioni dell’archeologo.

            Spingendosi fino a San Giorgio a Cremano si entrerà invece nella “Città delle bambine e dei bambini”. Si tratta di uno spazio pensato su misura  dei più piccoli e realizzato in base a un progetto architettonico ed educativo insieme. Gli  architetti, gli urbanisti, quanti si occupano della struttura  cittadina  si confrontano continuamente con gli educatori, percepiscono le reali esigenze urbane dei bambini  e le assumono come linee guida della loro matita.
Ma  San Giorgio a Cremano sorge alle falde  del Vesuvio per cui ai bambini verrà insegnato come convivere con il burbero gigante, specie se un giorno dovesse “sbottare”.
Inoltre, considerato che il polo è più famoso per malesseri sociali che per felici realtà legate all’infanzia, si partirà proprio dai bambini per educare tutti alla legalità. La città ideata per i bambini sarà una città retta dai bambini.

            La via per Montoro Inferiore conduce a una fabbrica; non bisogna storcere il naso e credere che deturpi l’ambiente del Parco, ne è anzi il centro propulsivo, “una cabina di regìa”. È “La fabbrica delle Idee”, che possiamo immaginare come un palazzo con gli uffici  di rappresentanza di tutti i promotori del Parco Scolastico del Mezzogiorno in cui vengono forgiati, come “fabbricati” pensieri risolutivi inerenti gli intenti del Parco.  Il polo può essere considerato come un punto di riferimento per le altre città, gli enti locali e le scuole; infatti, mette a disposizione dei luoghi in cui gli insegnanti possono seguire corsi di aggiornamento e, più in generale, si  occupa di promuovere azioni volte alla valorizzazione del territorio.

            Parlando di promozione territoriale si potrebbe pensare a una “passeggiata” per trasformare il viaggio d’istruzione in un’importante risorsa formativa dello studente/uomo/cittadino. In questo caso si dovrebbe puntare ad Atripalda, “Polo del turismo scolastico”, che si riserva di sviluppare  l’idea del viaggio come laboratorio, promosso dal format  “ViviCampania – il Turismo che fa Scuola”. La vecchia cara gita diventerà un momento per appropriarsi del territorio, ossia di conoscerlo, capirne la ricchezza  e coglierne le potenzialità  per poi cercare di agevolarne lo sviluppo. In sostanza il viaggio verrà inteso come  l’occasione di uno scambio fra giovani e territorio, per favorire una crescita comune.

            Infine, scegliendo di incamminarsi verso Capaccio/Paestum, “Polo dell’arte e della gastronomia” ci si ritroverà nella grande valle del fiume Sele,  incastonata fra i Monti Picentini, gli Alburni,  i  rilievi del Cilento e   lambita dal mare  per chilometri e chilometri a occidente, da dove si scruta ogni sera il tiepido spegnersi del sole e si allunga lo sguardo a Salerno, alla costiera Amalfitana e perfino a Capri quando l’aere è sereno. Perfetto connubio fra l’amore per il Bello e quello per la buona tavola,  è terra di grande lavoro e di culture mediterranee.  Nei campi intensivi rigogliosi  prolificano frutti unici come il tondo di Paestum, una varietà di carciofo locale che matura precocemente, laboriosamente assistito  dalle  braccia di contadini provenienti dalla corona dei paesi limitrofi, e, da molto più lontano, dalle terre d’Africa al di là del mare. Ma nelle costellazioni dei prodotti tipici che guidano alla scoperta di questa terra, brilla la luce di tante  tradizioni, dall’essiccamento del fico bianco del Cilento, già lodato da Catone per la sua dolcezza, alla produzione di veri e propri gioielli come le mozzarelle di bufala, risapute perle campane. Di tanto in tanto gli allevamenti si alternano al paesaggio di orti, case, pinete, canali d’acqua, qualche volta capita che sorgano a ridosso di  spesse e lunghe cinte di mura … di tufo. Così capita che si combinino insieme l’arte del cibo con l’Arte e la Storia proprio nel cuore della valle, dove si stagliano in tutta la loro bellezza le vestigia dei templi di Paestum, l’antica Poseidonia, la chiesa Paleocristiana e il museo archeologico nazionale all’interno dell’ imponente perimetro murario, tali  da rendere la città uno dei principali parchi archeologici d’Europa e suggerire le tracce delle antiche civiltà greca e romana.

Tracciati i vari percorsi si possono combinare ora itinerari diversi per vivere il Parco assecondando le passioni di tutti, percorrendo i propri sentieri insieme agli altri, intensificando le trame di una rete di relazioni, scambi e gemellaggi fra scuole all’insegna del buono spirito dell’accoglienza.
Si apre  per tutti la possibilità di stabilire appuntamenti importanti con la propria classe, con le scuole di altri territori, ma anche in compagnia di amici, in famiglia o individualmente.
L’isolamento delle piccole comunità è destinato a cadere e un confronto vivace e produttivo anche fra realtà distanti inizia a prendere piede sempre con maggiore forza.
Nel frattempo di sicuro crescerà il numero dei poli candidati a offrirsi come interessanti mete del Parco Scolastico del Mezzogiorno infittendo i percorsi, le alternative, traducendo il tutto in un nuovo stimolante stile di scuola e di vita.

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